Console fisse / Approfondimento

Vectrex: la console con lo schermo vettoriale

Smith Engineering e GCE costruiscono una console con monitor proprio: linee vettoriali, pellicole e Mine Storm.

Vectrex con schermo integrato e controller
Evan-Amos / Wikimedia Commons · CC BY-SA 3.0

Vectrex nasce dal lavoro di Smith Engineering, guidata da Jay Smith, e viene commercializzato da General Consumer Electronics nel 1982; la distribuzione passa poi anche per Milton Bradley. A differenza delle altre console del percorso, include il proprio schermo. Non richiede il televisore del salotto e sembra un piccolo apparecchio arcade da tavolo. Il suo aspetto è conseguenza di una scelta tecnica precisa, non soltanto un particolare estetico.

La console in breve
Produttore e progettoSmith Engineering / GCE
Debutto e mercati1982 · Stati Uniti
Supporti dei giochiCartucce e Mine Storm integrato
Base tecnicaDisplay CRT vettoriale monocromatico

Jay Smith e la linea luminosa dell’arcade

Jay Smith III, fondatore di Smith Engineering e già coinvolto nella Microvision, guidò il gruppo che sviluppò Vectrex. Il punto di partenza erano gli arcade vettoriali: giochi nei quali astronavi e ostacoli venivano tracciati come linee luminose. Il piccolo schermo verticale integrato permetteva di portare quella tecnologia a casa senza chiedere alle famiglie un televisore particolare.

Un tratto vettoriale ha un’intensità e una pulizia che lo distinguono dai blocchi di pixel dei contemporanei. Le pellicole aggiungono colore senza cambiare il funzionamento del tubo. Il sistema ospita anche una Light Pen, usata per disegnare, e il 3D Imager, un accessorio che sperimenta profondità e colore davanti agli occhi del giocatore. La crisi del mercato americano interrompe la sua carriera commerciale, ma non l’interesse degli appassionati: nuovi giochi homebrew mostrano che l’identità visiva della macchina rimane riconoscibile anche quando il resto dell’industria passa a grafica sempre più complessa.

Come funziona

Un display vettoriale disegna linee direttamente con il fascio del tubo catodico, invece di costruire l’immagine come una griglia di pixel sul televisore. Il risultato è monocromatico; le pellicole colorate appoggiate sullo schermo aggiungono scenario e informazioni. Il controller con stick e quattro pulsanti si ripone nella parte inferiore. Mine Storm è integrato, mentre gli altri giochi usano cartucce. Una normale fotografia può mostrare la struttura, ma non restituisce completamente luminosità e comportamento delle linee in movimento.

Tre giochi per conoscerla

  • Mine Storm — Il gioco integrato permette subito di leggere lo stile vettoriale attraverso astronave, mine e traiettorie.
  • Star Castle — Anelli e bersagli mettono le linee geometriche al centro dell’azione.
  • Scramble — La conversione dello sparatutto mostra come un genere a scorrimento possa essere reinterpretato su questo display.

Che cosa ha lasciato

Vectrex è utile per capire che l’evoluzione dei videogiochi non fu un’unica marcia verso più colori e più pixel. Un’altra tecnologia poteva produrre un’identità molto diversa.

Riscoprirla oggi

Lo schermo è parte integrante della console: condizioni del CRT e leggibilità contano quanto le cartucce. Per interventi interni rivolgiti a chi sa lavorare sui tubi catodici. Non trattarlo come un normale case da aprire e pulire, e non attribuire al suo display una risoluzione equivalente a quella di una TV raster.

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Fonti